AIDS, i numeri di un nemico ancora da battere
In occasione della Giornata mondiale capiamo qual è la situazione nel nostro Paese e come l’impegno di AVIS Nazionale può contribuire a sensibilizzare le nuove generazioni
Una percezione sempre più bassa, in particolare nella popolazione più giovane, e diagnosi dimezzate per via dello stop alle attività di routine generato dalla pandemia. È la fotografia che l’Istituto Superiore di Sanità scatta in occasione del 1° dicembre, data in cui come ogni anno si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS.
I dati ufficiali del ministero della Salute, infatti, pubblicati sul Notiziario ISTISAN, confermano che nel 2020 sono stati 1303 i nuovi casi di infezione da HIV registrati, un numero comunque ridotto rispetto all’ultimo decennio. Tuttavia, come spiega la dottoressa Barbara Suligoi, responsabile del Centro Operativo AIDS dell’ISS e intervenuta su questo tema nel corso del webinar organizzato da AVIS Nazionale in occasione della presentazione dei vincitori del progetto “B.E.S.T. Choice” (qui in basso potete vedere il video realizzato dagli studenti di Montebelluna), «le diagnosi si sono quasi dimezzate e questa situazione va probabilmente ricondotta agli effetti che il Covid ha generato sulle regolari attività di screening, viste le restrizioni in termini di circolazione e aggregazione. Pur risultando un’incidenza inferiore alla media degli altri Paesi europei – ha detto – la quasi totalità dei casi (88%) è da attribuire ai rapporti sessuali: maschi che fanno sesso con maschi (MSM) per il 46% e rapporti eterosessuali (maschi e femmine) per il 42%. Tra i maschi, più della metà delle nuove diagnosi HIV è in MSM».
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